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Bepi Hoffer

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Una casetta vista mare
Rio
Marina
06 maggio 2014 |
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...la barca più sicura è quella che stà a terra |
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L'antivegetativa... vorrei farne a meno
...anche
quest'anno i famigerati "denti di cane" hanno avuto la meglio
sull'antivegetativa. La lunga permanenza in porto dove in acqua
vi sono meno correnti o é più calda, comunque favorendo le varie
aderenze marine, insieme ad una prodotto antivegetativo
in'adeguato nonostante la garanzia, la marca e il prezzo... e il
lavaggio dello scafo che non è stato immediato ma non per causa
mia, mi vede costretto ad un'opera di carteggio della carena.
Non é il massimo per la stessa e ancora meno per me. Le navi
adottano un altro prodotto che per noi diportisti é forse
giustamente proibito in quanto più velenoso. A questo punto
potrei pensare di non mettere niente in rispetto anche
dell'ambiente marino, attrezzarmi per immergermi frequentemente
e pulire la carena con una semplice spugnetta. Mi informerò da
qualche vecchio saggio, del perché non lo fa nessuno e cosa
comporta tra attrezzatura e tecnica di impiego. Sarebbe
un'occasione per rapportarsi di più con l'ambiente e
beneficiarne anche fisicamente. Purtroppo tra il dire e il
fare... vedremo. Intanto ho cominciato col mettere la nassa in
mare. Questo tratto di costa è frastagliato e lavorato
dall'uomo. Questo tipo di pesca consiste: nel tardo
pomeriggio posizionare in mare vicino a riva la nassa contenente
un pezzo di pane secco e, al mattino recuperarla. Più semplice
di così. L'altra mattina ho trovato una Murena. Buono fatto
fritto, ma se ne ripesco un'altro lo ributto in mare. Stamattina
dopo una notte ventosa ed un mare agitato ho tentato di
recuperare la nassa ma causa i flutti si deve essere incastrata
tra i vari massi... quando mi viene l'ispirazione proverò ad
immergermi e recuperarla altrimenti farò alla vecchia maniera,
andare in pescheria.
Sono sulla via di casa e mentre Kitalpha asciuga bene, ritorno
tra i monti. |
IMMAGINI CORRELATE
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Ritornare per lavoro in montagna
ritrovando amici e ambiente
Nel cuore delle Prealpi il Passo
Pertica tra i Monti Lessini e il Gruppo del Carega
Rifugio Pertica 13 giugno 2014 |
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Il gruppo di
professionisti per il lavoro in montagna
Ogni volta che
mi aggrego a questi gruppi di lavoro, conosco nuovi amici.
Giovanni é il nostro datore di lavoro e ancora prima amico. Con
la sua ditta attiva da quarant'anni e molto conosciuta, a volte
accetta lavori particolarmente suggestivi e dove necessita
rara esperienza, tipo: l'installazione sul monte Bianco del
nuovo bivacco Eccles a 4306m. All'ora tutti quelli adatti
e
in condizione, vorrebbero partecipare. Il lavoro
che per l'occasione descrivo, anch'esso se meno spettacolare,
necessita della massima attenzione e professionalità, per via
della friabilità del luogo, per gli ancoraggi vi sono i mughi
anche se spesso bagnati... e, tanto ancora. Quest'anno si sono
aggiunti altri colleghi: Il
Bulgaro Blagoi, vero specialista in perforazioni, ha imparato
nelle miniere della Siberia, ex poliziotto amante del suo paese
e del socialismo; Filippo di Torino alpinista d'alta
quota, al suo attivo ha anche il Pilone del Freney al Bianco, di
montagna ricorda tutto: vie, luoghi, persone...; Gli altri mi
sono noti: Renzo guida e maestro di sci di Peio, cultore
dell'etica, della storia, delle genti e dell'ambiente; Mirco
guida di Trento, maestro di Kenionyng e alpinista estremo,
Thomas
guida e maestro di sci di Feltre alpinista estremo
fotografo e desiner, Tiziano guida di Peio, alpinista estremo,
al suo attivo anche il Cerro Torre, attualmente in Oman insieme
alle guide Tridentine per conto del califfo; il veterano "Pol"
guida storica e maestro di sci di San Martino, con
esperienze alpinistiche in tutto il mondo in particolare
Californiane; infine Giovanni, guida di Trento, dott. in
lettere, uomo di cultura, imprenditore, ex alpinista estremo, ha
aperto numerose vie molto difficili, spesso con compagni tra i
più forti alpinisti del mondo, attualmente la sua arrampicata é
il risultato di una propria consapevolezza del meglio
e dell'eleganza relativa a quello che si può ottenere per quello
che si può dare. Per ognuno ci sarebbe tanto da
scrivere... Dico solo che pur essendo persone con personalità
diverse, tutti sono su una frequenza chiara comprensibile, che
da spazio a confronti interessanti e costruttivi. Racconti di
arrampicate, aneddoti, aggiornamenti riguardanti conoscenti
comuni, ad arrampicate alpinistiche, a nuovi materiali e anche
aspetti inerenti al lavoro in montagna sono all'ordine del
giorno.
I
gestori del rifugio Romeo e Marilena anche loro alpinisti ed
atleti, con la figlia Martina e Matteo, ci hanno sempre accolti
con professionalità ed amicizia. Nonostante tutto tre settimane
sono lunghe e a lavoro finito siamo ben contenti di girar
pagina. |
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Comunque natura e ambiente
Mi riferisco a questa riserva naturale tra la regione
veneta e Trentino Alto - Adige. Un territorio facente parte del
sistema di aree protette del Trentino meridionale e della
Provincia Veronese. L'ambiente é caratterizzato irte valli
interrotte da balze calcaree dense di sentieri e qualche strada
provinciale che portano in alto alle vaste distese a prato
pascolo. La presenza di numerosi rifugi fa da riferimento anche
a quelli che vogliono proseguire verso le cime principali. Il
faggio, l'abete bianco, rosso e il larice sono i principali a
comporre la foresta fino a quota 1600 mt. La vegetazione
continua con con ampie distese di mughi, ginepri e rododendri.
La presenza del raponzolo di roccia e la Pianella della Madonna,
completano la flora tipicamente alpina di quel luogo. Lungo i
sentieri si possono ammirare numerose marmotte, mentre per i più
attenti, la fauna stanziale, favorita da anni di Riserva
rigorosamente chiusa sono presenti e da ammirare: il camoscio,
l'aquila reale il gallo forcello, il francolino e la coturnice.
Il nostro gruppo di lavoro era addetto al disgaggio di pareti a
picco sulla vecchia strada militare che dal rif. Revolto m.1336
passando per il passo Pertica con l'omonimo rif. Pertica m.1522
e dove stavamo noi di base, prosegue al rif. Scalorbi
m.1767 continuando con un sentiero fino al panoramico rif.
Fraccaroli m.2230 presso la Cima Carega m.2259.
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IMMAGINI
CORRELATE
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In basso la valle dell'Adige con il paese di Ala, più in
alto il Monte Baldo, in lontananza le cime innevate del Carrè Alto,
dell'Adamello e della Presanella
Rif. Pertica 01.06.2014 |
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RITORNO
AL MARE
Rio Marina 01 luglio 2014 |
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| Finalmente
in acqua di mare...
Baia di Portoferraio 08 luglio - Il forte vento
da WNW continuerà per tutta la notte, non sarà intenso come la
notte scorsa quando l'ancora di qualche barca si é messa ad
"arare". Folate a 40 nodi e tutt'intorno temporali, hanno
allertato
la gente di mare, Guardia Costiera compresa.
L'abitudine a stare alla fonda giova alla propria tranquillità,
qualche anno fa il forte vento mi avrebbe dato maggior tensione.
Conoscere il fondale della baia e sapere quali sono le zone dove
l'ancora agguanta meglio o dove ha tenuto a raffiche oltre i 50 nodi,
ti fa essere più sereno. Lo stare alla fonda impone una
particolare attenzione proprio perché serba delle incognite
fatali.
Martedì scorso sono rientrato all'Elba contento grazie alla
compagnia di mio figlio Andrea e l'amico Matteo, convinti che la
barca dopo due mesi fosse stata carteggiata ma non é stato così,
Mali l'instancabile dipendente del cantiere ha terminato
l'opera, salvando le ferie in barca dei ragazzi. Se non fosse
per lui avrei già cambiato cantiere...comunque la misura é
colma... Con la chiglia pulita Kitalpha naviga bene e le
giornate successive trascorrono serene dando fondo nelle solite
baie e personalmente godendo della presenza di Andrea.
Ritrovo Bruno e Marina con la simpatica cagnetta Randa, ci si
ragguaglia sul reciproco stato trascorso in questo mese. Bruno
mi ha agevolato ad accompagnandomi con il proprio tender a
revisionare il mio fuoribordo che ha qualche noia e inizierò a
fare qualche altro lavoretto in barca, del tipo: fare una
piccola grù per il fuoribordo ecc.
Alla fonda nella baia chiamata
"al condominio"
In effetti il luogo é abbastanza popolare proprio perché
é un ottimo riparo dal brutto tempo. Nonostante ciò quando le
condizioni meteo sono avverse si fa attenzione ad non essere
investiti da qualche imbarcazione dall'ancora che "ara". La
scorsa notte una barca ha urtato quella di un mio vicino che
conosco ma poco. Lui é parecchi anni più anziano di me, dicono
che non é una buona persona, io penso che sia un vecchio tosto
(da noi gli chiamiamo "reversi") e di conseguenza é
particolarmente solitario. L'ho conosciuto l'anno scorso,
abita dalle parti di Livorno e all'estate butta qua l'ancora
della sua barca di 8 metri circa e ritorna dalle
sue parti verso
settembre. Chi é intenzionato ad ancorare entro un raggio di
cento metri da lui, deve desistere perché si mette ad urlare e
non smette fin ché se ne vanno. Così proprio a lui doveva
capitare...
le sue urla si udivano nonostante l'ululare del vento. In
effetti non é cosa piacevole, per fortuna la sua ancora teneva
bene e gli altri un po' imbranati hanno dovuto chiamare la
Guardia Costiera la quale ha mandato la pilotina degli
ormeggiatori che per alcune centinaia di € risolvono il
problema. Le condizioni meteo continuano ad essere instabili,
qualche sera prima un temporale ha fatto un'ora di acqua e vento
a più di 40 nodi. Fortunatamente per precauzione, con la nuova "gruetta" avevo
issato il fuoribordo del tender e tolto i tendalini che coprono
il pozzetto.
Lavoretti in barca continuano, così ho fatto manutenzione
al WC cambiando i tubi.
Sopravento a Kitalpha il ketch di Erik ed Isabella entrambe alla fonda. Un
rimorchiatore con galleggianti al traino cerca di atterrare
presso l'ingresso del porto aggirando le imbarcazioni alla
fonda. Una manovra che "al segno di poi" avrebbe richiesto più
margine sottovento. Il rimorchiatore Pasquino (vedi link)
interviene ad aiutare il collega nella manovra, spingendo in
acque libere il traino. I galleggianti come serpenti si
avvolgevano Pasquino e la catena dell'ancora del. Kecht Alla
fine Isabella ed Erik ne sono usciti con una botta sullo scafo.
Ma questa volta i testimoni non mancano.
24.07
Raffaele da Civitavecchia fa charter ed é qui
alla fonda in attesa di nuovi clienti, anche lui a volte fa
parte dei condomini di questa sicura rada. Conosciuti un
paio di anni fa, ci si ritrova e si fa il punto della
situazione; nel senso che ci si raccontano le novità rispetto a
se stessi e dei comuni conoscenti. Con l'occasione
visto che lui é anche sub si é prestato volentieri a cambiarmi
l'anodo dell'elica.
E' già il 10.08 di un'estate particolarmente strana. Il vento
non é mai mancato e purtroppo nemmeno qualche mareggiata con
temporali al seguito. In compenso anche le serate sono fresche.
C'é chi l'estate la vive in città e così faccio anch'io,
rimango al "condominio". Ogni tanto cambio baia, vado a: Bagnaia,
Magazzini, la Biodola o Viticcio. Tutti luoghi a un "tiro di
schioppo" ma dall'acqua cristallina. Non sono ancoraggi
collaudati per ogni tempo come qua ma quando le condizioni meteo
si stabilizzano per qualche giorno se ho voglia mi muovo. Sono
abituato a questa baia e mi trovo bene. Al mattino letture,
lavoretti e una nuotata; a pranzo quotidiani e notiziari; al
pomeriggi lettura con pisolino e passeggiata in paese per fare cambusa. Oggi Marinabella, Bruno e Randa, mi hanno invitato a
veleggiare sulla sua barca 2 - imbarcazione che tenevano sul
lago Maggiore e portata qua per i figli - un divertente cabinato
di 7,5 m. dotato di tutto quello che serve. Abbiamo dato ancora
in meno di due metri d'acqua, in una piccola baia a ridosso di
Ottone. (zona Magazzini) Dopo una salutare nuotata e pranzo
cucinato da Bruno, siamo rientrati a vela fino in porto e dopo
averla ormeggiata, siamo ritornati alle proprie imbarcazioni
contenti della tranquilla veleggiata in compagnia. Basta far
poco che la giornata "vola"... finite queste due righe é già ora
di cena.
Stasera la Luna sarà splendida, un po' più grande del
solito e tutta d'ammirare. |
IMMAGINI
CORRELATE
Ancora Pasquino

Sopravento a Kitalpha il kech di Erik ed Isabella
entrambe alla fonda. Un rimorchiatore con galleggianti al traino
cerca di atterrare presso l'ingresso del porto.
Pasquino interviene ad aiutare il collega nella manovra
ma, qualcosa non v'à per il
giusto verso.
A personale ricordo della zattera
rimorchiata da Pasquino
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