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Bepi Hoffer

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Ritorna a Croazia 02 |
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Noi
che amiamo la libertà e la natura, le possiamo ancora
trovare a due passi da casa.
Partiamo da Rovigno a tutta manetta,
tuffandoci nel vento con due mani di terzaroli, filiamo a nove nodi. In un
batter d'occhio attraversiamo il Quarnaro. A ridosso dell'isola di UniJe,
in un ormeggio solitario, con un fondale di ciottoli, in acqua limpida e
chiara, (freddina) ci si ferma a mangiare come si deve e a bere del
buon vino. Facciamo anche il punto della situazione. Il mio intento é quello
di arrivare al mare di Novigrad, per poi risalire il fiume Zrmaja.
Pertanto ci fermeremo all'isola di Olib per la notte. |
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A
Simuni sull'isola di Pag incontriamo un mio caro conoscente con la sua
barca. Un momento di ulteriore allegria e di suggerimenti da uno che conosce
il posto. |
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Verso
sera ripartiamo da Simuni, ci infiliamo nel Maunski Kanal. Il vento é
sempre dalla parte giusta. L'intento é di arrivare presso una sicura baia prima del
Vlasici Kanal. E' una notte di luna piena la visibilità é più che
ottima.

Si traguardano i fari di
riferimento
é notte fonda.

Stanchi ma felici
diamo ancora nella baia di Povljana |
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Si arriva al mare di
Novigrad (Nivigradsko More)dal Velebitski Kanal, navigando uno stretto e
lungo fiordo, ma la foce del fiume che vogliamo risalire da qui è
invisibile. Alte rocce incombono su tutto l'orizzonte, l'acqua è di un
blu intenso. Subito dopo il ponte ricostruito c'è il paesino di
Maslenica, con una banchina completamente libera. Acqua profonda. Prima
di iniziare a risalire il fiume (lo Zrmanja è navigabile per sette
miglia fino al paese di Obrovac)ci informiamo della corrente e dei
fondali (di norma sempre superiori ai 3,5m).
La pace del fiume Zrmaja. Ci si
avvicina
alla
foce, sull'allineamento delle boe, avanzando da una all'altra boa, si
"penetra" nella montagna tra pareti di roccia che precipitano dall'alto
in una
successione di scenari che cambiano repentinamente
seguendo le anse del fiume.
E' il momento di girare
la barca e ritornare verso Nord, festeggiamo
contenti
per le giornate trascorse in mezzo a questa natura, non è ancora finita.
In serata arriviamo a Rab.
La mattina seguente,partiamo presto per la a Piccola baia a sud di
Losini Grande. Ci ospita con un bel
molo, acqua profonda, ristoranti appena a due passi e bella passseggiata.
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Il
vento rinfresca, con un terzo di vele laschiamo un po' la randa e filiamo
al gran lasco a quasi dieci nodi.
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Siamo in vista del ponte che ci immette nel temibile
Velebitski Kanal. L'ambiente é severo pressoché deserto si naviga sotto le
incombenti montagne di Paklenica, lo percorreremo fino
all'ingresso del prossimo Kanal.
Nel
frattempo le nostre care sirenete... |
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Le
vele riflettono le luci di via, come il mare riflette la luce della luna |
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man mano man
mano che la risalita procede, il paesaggio si fa più dolce e
diventa sempre più verde e pianeggiante.

Il ponte che chiude il passaggio sul fiume, all'altezza di Obrovac.


Arrivano i temporali
preannunciati la sera prima dal cielo a pecorelle. |
L'acqua
è cristallina il silenzio totale
Lorenzo
e la sua chitarra, coadiuvato da Novella in qualità di tenore.
Chiuderà la giornata in bellezza al turno di corvè! |
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Osor è una tappa
obbligatoria alle 17.30 aprono il ponte, abbiamo così tutto il tempo per
ammirare
i resti archeologici.
In serata arriviamo a Medulin diamo fondo all'ancora ammirando ancora,
uno splendido
tramonto che ci unisce insieme.
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