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La grande parete del     

 Monte Brento      

 Impariamo a vivere la natura anche con il BASE Jump

 

        

 

 

Guardandola dall'exit che si trova sulla cima, proprio dove esce la via "vertigine" dà un senso di grande sicurezza.  Il vuoto è talmente grande da dare l'impressione di essere a bordo di un aeroplano.

                                                                                         di Bepi Hoffer

Questa sequenza di immagini è stata effettuata da Antonio Sartori che, stando a bordo
di un elicottero, ha  potuto riprendere per intero il nostro lancio su questa grande parete.  

Lago di Garda m1.jpg (379729 byte)Dal monte Baldo uno scorcio verso il monte Brento e a tutto quello c'é intorno
l

Al "Becco d'aquila" i pensieri cambiano, 
c'è chi convintissimo di saltare, arrivato sulla rampa che immette al bordo della parete, cambia idea e di solito, ritorna contento per aver risolto il dubbio se lanciarsi o no. 
   

 In quel luogo detto "Becco d'aquila" i pensieri possono mutare: se ti trovi lì per saltare puoi assaporare il momento, le emozioni, analizzare le sensazioni, ma solo se sei di casa e hai già fatto parecchi lanci e quindi ti senti tranquillo perché ti sei fatto una buona esperienza. L'alpinista analizzerebbe invece la cosa in un altro modo. Ricordo quello che disse il mio amico Marco Furlani, (la via Vertigine è opera sua): "arrivato in cima, quando mi sono sporto ho sofferto di vertigini". L'alpinista potrebbe vivere così questo vuoto, temendo l'altezza, gli strapiombi, quando invece i suoi piedi sono sullo zoccolo (tanto temuto dai jumpers) si sente ormai al sicuro.  Dico questo per far capire agli amici alpinisti come cambino le sensazioni affrontando la parete da sotto o, al contrario, dal suo punto più alto. Mi sono trovato sul "becco dell'aquila" senza paracadute e, seppur assicurato da una corda, ho vissuto la sensazione di vuoto in un altro modo; la consapevolezza, però, di non poter cadere e l'abitudine al tipo di ambiente mi hanno trasmesso quella giusta serenità che serve per poter apprezzare il momento. 
 Quel giorno ero con Umberto, l'aria prima del lancio sembra diventi più palpabile, densa di emozione, tutto quello che ti sta intorno diventa più definito, i passi sono più sicuri: sei, diventi, molto determinato, stai prendendo in mano la situazione. Poco prima vivevi in un'altra dimensione, e cioè quella che ti permette di non concentrarti e di vivere con semplicità le cose che ti stanno intorno e di pensare al lancio con piacere.  La concentrazione incomincia nel momento in cui scendo per le ripide rocce che portano al punto di uscita.  A un passo dal bordo dello strapiombo, qualche ciuffo d'erba, qualche ghiaino. Appoggio il piede su due minuscoli dentini ormai familiari che spuntano proprio sul punto più esposto, l'altra gamba appoggiata dietro in modo da permettere uno slancio di fianco roteando brevemente al momento del salto. Lo stacco, per un istante il vuoto in una folle accelerazione man mano placata dal vento. Nello stesso tempo il panorama che sta sotto di te, e che fino a  poco prima del lancio era coperto dal poggiolo di roccia, si schiude: lo zoccolo si avvicina velocemente e la parete, con il suo pericoloso pilastro sulla destra, scorre dietro di te e ai lati del tuo campo visivo. Le braccia e le gambe vanno subito tese all'indietro per favorire l'allontanamento dalla parete che aumenterà con la velocità. Gli ultimi tetti sono il punto ideale per l'apertura del mio paracadute, a testa in giù li vedo avvicinarsi, sarò pronto ad agire nel caso in cui il mio paracadute non si aprisse correttamente.                                                

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Lo slancio, per un istante il vuoto, in una folle accelerazione man mano placata dal vento.


Via " Vertigine" alla parete del Brento. 

 

 

Mi sono trovato sul "becco dell'aquila" senza paracadute e seppur assicurato ad una corda vivevo la sensazione di vuoto in un'altro modo. La consapevolezza di non poter cadere e l'abitudine al tipo di ambiente, messi insieme danno quella giusta serenità che serve per poter apprezzare quel tipo di ambiente.  

Lo zoccolo del monte Brento.jpg (173073 byte)

 

Zoccolo Killer! Zoccolo maledetto! Parete assassina !

No!
È un semplice zoccolo, come quello di tante altre pareti. Purtroppo ben pochi lo prendono o lo prendevano in considerazione. Questa foto mi riprende dall'elicottero. Il punto di ripresa é spostato dalla verticale, ma richiama all'attenzione i jumpers che vorrebbero saltare al Brento.
In questo lancio ho aperto sopra lo zoccolo, ma alla quota prevista per poter avere il tempo di sganciare. Ovviamente la mia imbracatura  é specifica da BASE e dotata di emergenza vincolata.

 

Sono passati esattamente 9 secondi dallo stacco: prendo con la mano destra il piccolo paracadutino estrattore e lo lancio in fuori nel forte vento contrario. Lo strappo dell'apertura del paracadute è violento, poi per un istante tutto si ferma,  tutto è avvolto nel silenzio: vado tranquillo verso l'atterraggio. 

Bepi Hoffer

 

 

 

 

 


 

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